Risoluzione della crisi da sovraindebitamento

Sovraindebitamento: a chi rivolgersi

Quando si ha a che fare con un problema di sovraindebitamento è necessario rivolgersi ad uno studio legale specializzato nel settore.

Chi lo desidera ha la possibilità di prenotare una consulenza preliminare in modo da poter spiegare, nel dettaglio, il proprio problema. Insieme riusciremo ad individuare la soluzione più adeguata per uscire dalla crisi.

La “ristrutturazione dei debiti del consumatore”, la “liquidazione controllata del sovraindebitato”, il  “concordato minore” e “l’esdebitazione del debitore incapiente” rappresentano le procedure a cui fare riferimento per risolvere la crisi e consentire al debitore di tornare in bonis.

Se ti trovi in una situazione problematica e sei coinvolto in una crisi da sovraindebitamento, non attendere altro tempo, rivolgiti al nostro studio e richiedi ora una consulenza preliminare presso il nostro Studio e richiedi una consulenza preliminare

La nostra assistenza e la nostra consulenza si estendono in tutte le fasi che occorrono per l’esame delle posizioni debitorie e per l’attuazione degli strumenti più adeguati ad uscire dalla crisi. Avv. Francesco D’Antuono

consulenza per sovraindebitamento

Cosa dice il codice della crisi e dell’insolvenza

Il Codice delle crisi d’impresa e dell’insolvenza definisce il sovraindebitamento come “lo stato di insolvenza o di crisi da parte di un imprenditore agricolo, di un professionista, di un consumatore, di una start-up innovativa o di qualunque altro debitore che non possa essere assoggettato alla liquidazione coatta amministrativa, alla liquidazione giudiziale o a qualunque altra procedura liquidatoria che sia prevista da leggi speciali o dal codice civile”.

L’ordinamento italiano prevede diversi strumenti attraverso i quali il soggetto sovraindebitato ha la possibilità di risolvere la propria condizione di insolvenza o di crisi.

Il nostro compito è quello di affiancare gli imprenditori, i professionisti ed i consumatori nella gestione della loro posizione debitoria affinché possano essere tutelati e condotti verso una definitiva risoluzione dei propri debiti.

Le procedure di sovraindebitamento

Il nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza ha modificato l’impianto normativo preesistente configurando quattro distinte procedure per la soluzione di una situazione di sovraindebitamento:

  • La PROCEDURA DI RISTRUTTURAZIONE DEI DEBITI DEL CONSUMATORE: Prende il posto del vecchio “Piano del Consumatore” e consiste in una procedura attraverso la quale il debitore propone un piano di soddisfacimento dei crediti da sottoporre alla valutazione del tribunale. La proposta del debitore non viene sottoposta alla votazione dei creditori i quali, tuttavia, hanno facoltà di contestarne la convenienza rispetto ad un’alternativa liquidatoria.
  • Il CONCORDATO MINORE: Riservato esclusivamente ad imprese e professionisti, è una procedura attraverso la quale il debitore sottopone la propria proposta satisfattiva alla votazione dei creditori ed al vaglio del Tribunale. 
  • La LIQUIDAZIONE CONTROLLATA DEL SOVRAINDEBITATO: Consiste in una procedura diretta alla liquidazione del patrimonio del debitore ed alla ripartizione dell’attivo conseguito tra i creditori. La Liquidazione controllata può essere richiesta anche su domanda dei creditori.
  • L’ESDEBITAZIONE DEL DEBITORE INCAPIENTE: Procedura rivolta esclusivamente al debitore senza reddito e patrimonio per consentirgli di cancellare tutti i propri debiti.

Chi può presentare istanza in caso di sovraindebitamento

Quando si parla di procedure di sovraindebitamento si fa riferimento a tutti quegli strumenti che il Codice della Crisi d’impresa e dell’insolvenza prevede a favore di determinate categorie di debitori per risolvere il proprio stato di crisi o di insolvenza.

In queste categorie rientrano gli enti no profit, come le associazioni e le onlus, le start up innovative ed i professionisti iscritti agli albi e ai ruoli, ma anche le aziende agricole (di qualunque dimensione esse siano), i consumatori e le piccole imprese non fallibili o, più precisamente, non assoggettabili a liquidazione giudiziale.

    La domanda e i documenti necessari

    A chi rivolgersi per la procedura di sovraindebitamento

    Per il ricorso ad una delle procedure di risoluzione della crisi è necessario condurre un’attenta analisi della propria esposizione debitoria. Bisogna infatti valutare quale possa essere lo strumento più adeguato alla propria condizione.

    A tale scopo è indispensabile rivolgersi a professionisti che abbiano una competenza specifica in materia.

    Da un punto di vista prettamente tecnico, le procedure di sovraindebitamento possono essere considerate delle procedure concorsuali. Di conseguenza la relativa domanda deve essere presentata al Tribunale territorialmente competente tramite un O.C.C. (Organismo di Composizione della Crisi).

    I documenti necessari

    Nel caso in cui si accerti che gli strumenti previsti dalla normativa relativa al sovraindebitamento siano appropriati a risolvere la propria condizione, è necessario reperite tutta la documentazione richiesta dalla normativa vigente per presentare la domanda.

    Certamente non è compito semplice. I documenti in questione sono tanti e riguardano la situazione reddituale ed economica del sovraindebitato.
    Il passaggio successivo consiste nel predisporre un accurato elenco del proprio patrimonio, dei propri debiti e di tutti gli atti dispositivi effettuati negli ultimi 5 anni.

    La nomina dell’Organismo di Composizione della crisi ed il deposito della domanda

    Predisposta tutta la documentazione per la presentazione della domanda, è necessario richiedere la nomina di O.C.C., il quale avrà il compito di accertare non solo la sostenibilità della proposta, ma anche i suoi aspetti formali. 

    Tramite una relazione particolareggiata, l’O.C.C. sarà in grado di attestare la sussistenza di tutti i presupposti di fatto e di diritto per il deposito della domanda fornendo, di fatto, una guida imparziale per il Giudice e per i creditori nel procedimento dinanzi al Tribunale. 

    Con la predisposizione della relazione è possibile procedere con il deposito del ricorso al Tribunale territorialmente competente al fine di ottenere il provvedimento di omologa.

    La fase successiva è quella in cui il piano viene effettivamente messo in atto: è chiaro che i debiti possono essere cancellati unicamente nel caso in cui il debitore metta in pratica tutto ciò che è stato riportato nel piano precedentemente omologato.

    La conclusione della procedura è rappresentata, infine, dall’esdebitazione, vale a dire, dalla definitiva cancellazione della propria esposizione debitoria.

    Le novità più rilevanti introdotte dal nuovo codice della crisi

    La normativa relativa al sovraindebitamento, dopo che il Codice della Crisi e dell’Impresa è entrato in vigore, ha subito alcune modifiche a vantaggio dei sovraindebitati.

    Le procedure familiari di sovraindebitamento

    La nuova norma si differenzia da quella contenuta nella legge previgente (la L. 3/2012), secondo la quale era necessario avviare una procedura singola per tutti i debitori, con il raddoppio delle spese ed un aumento della complessità a livello operativo. Invece, con il Codice della Crisi, più membri di una famiglia che risultano indebitati hanno l’opportunità di intraprendere una sola procedura, accorciando i tempi e abbassando i costi.

    Affinché ciò possa avvenire, occorre che l’origine del sovraindebitamento sia comune e che i componenti della famiglia siano conviventi.

    Esdebitazione automatica

    Anche l’aspetto dell’esdebitazione automatica è un fattore che merita di essere preso in considerazione con attenzione. Il nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’insolvenza ha profondamente mutato la disciplina previgente introducendo non poche novità.

    In presenza di una procedura di liquidazione controllata del patrimonio, sulla base di quanto previsto dall’art. 282, a seguito dell’emissione del relativo decreto di chiusura della procedura (o prima, se decorsi tre anni dall’apertura stessa), l’esdebitazione opera di diritto e viene dichiarata con un provvedimento del Tribunale senza necessità di una specifica istanza.

    Affinché operi l’esdebitazione di diritto, tuttavia, è necessario che il sovraindebitato non abbia cagionato la propria condizione con colpa grave, malafede o frode, non sia stato condannato per bancarotta fraudolenta, delitti contro l’economia pubblica, industria, commercio o altri delitti connessi all’attività di impresa, non abbia distratto attivo, ostacolato o rallentato lo svolgimento della procedura o non abbia già beneficiato dell’esdebitazione.