Se la tua azienda sta attraversando una fase di tensione finanziaria, difficoltà nei pagamenti o perdita di equilibrio economico, la composizione negoziata della crisi di impresa può essere il percorso giusto per evitare che la situazione degeneri in un’insolvenza irreversibile.
Con il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, il legislatore ha messo a disposizione degli imprenditori uno strumento che consente di affrontare la crisi in modo tempestivo, strutturato e guidato da un esperto indipendente, mantenendo – ove possibile – la continuità aziendale e limitando l’impatto sul piano reputazionale, patrimoniale e personale.
Lo Studio Legale D’Antuono affianca l’imprenditore in tutte le fasi della composizione negoziata, dalla diagnosi iniziale alla gestione delle trattative con i creditori, fino alla definizione degli accordi necessari per il risanamento dell’impresa.
Che cos’è la composizione negoziata della crisi di impresa
La composizione negoziata della crisi di impresa è una procedura volontaria e stragiudiziale che ha l’obiettivo di accompagnare l’imprenditore in difficoltà in un percorso di ristrutturazione e riequilibrio dell’azienda, prima che la crisi si trasformi in insolvenza conclamata.
In concreto, si tratta di un percorso assistito nel quale:
- l’imprenditore chiede la nomina di un esperto indipendente tramite la Camera di Commercio competente;
- vengono analizzati in modo oggettivo i dati dell’impresa (contabili, finanziari, patrimoniali);
- si avviano trattative con i creditori e gli altri soggetti coinvolti (banche, fornitori, Erario, enti previdenziali, stakeholder strategici) al fine di costruire soluzioni sostenibili nel medio-lungo periodo.
Non è una “resa”, ma uno strumento di gestione attiva della crisi, pensato per chi vuole provare a salvare la propria azienda prima che sia troppo tardi.
Quando è opportuno attivare la composizione negoziata
La composizione negoziata diventa particolarmente indicata quando emergono segnali di crisi aziendale, come ad esempio:
- difficoltà nel rispettare scadenze fiscali e contributive;
- tensioni di liquidità ricorrenti;
- necessità continua di ricorrere a scoperti di conto o nuovo debito per pagare il vecchio;
- calo significativo dei margini e della redditività;
- ritardi sistematici nei pagamenti verso fornitori strategici;
- rischio concreto di perdere la fiducia del sistema bancario.
L’imprenditore, per obbligo di legge, è tenuto a monitorare costantemente lo stato di salute dell’impresa e ad attivarsi in modo tempestivo non appena emergono squilibri che possono incidere sulla continuità aziendale.
La composizione negoziata è quindi lo strumento adatto quando:
- la crisi è seria, ma non ancora irreversibile;
- esiste una ragionevole prospettiva di risanamento;
- serve un quadro ordinato e guidato per sedersi al tavolo con i creditori.
Come funziona, in pratica, la procedura
Analisi preliminare della situazione
Il primo passo è la diagnosi dello stato di crisi: si raccolgono documenti contabili, bilanci, scadenzari, esposizioni bancarie, contratti in essere, per valutare:
- il livello di indebitamento;
- la sostenibilità dei flussi di cassa;
- il fabbisogno finanziario nel breve e medio periodo;
- la presenza di rami aziendali o attività ancora sane e recuperabili.
Questa analisi permette di comprendere se il ricorso alla composizione negoziata sia realisticamente percorribile.
Istanza alla Camera di Commercio e nomina dell’esperto
Se esiste una prospettiva di risanamento, l’imprenditore presenta un’istanza alla Camera di Commercio competente per ottenere la nomina di un esperto indipendente, scelto tra professionisti con specifica esperienza in materia di crisi d’impresa.
L’esperto ha il compito di:
- esaminare la documentazione d’impresa;
- verificare la sostenibilità del percorso di risanamento;
- favorire le trattative tra imprenditore e creditori.
Apertura del tavolo negoziale
Con il supporto dell’esperto e dei professionisti che assistono l’imprenditore, viene predisposto un piano di risanamento che può prevedere, ad esempio:
- ristrutturazione del debito bancario;
- piani di rientro con i principali fornitori;
- accordi dilatori con Erario ed enti previdenziali;
- eventuale cessione di asset non strategici;
- interventi di finanza fresca o di supporto dei soci.
Il piano viene condiviso con i creditori principali, con l’obiettivo di raggiungere accordi negoziati che consentano all’impresa di continuare a operare.
Esiti della composizione negoziata
La procedura può concludersi con:
- accordi stragiudiziali con i creditori;
- accesso ad altri strumenti previsti dal Codice della crisi (ad esempio concordato preventivo o accordi di ristrutturazione), ma su basi già negoziate;
- constatazione della impossibilità di risanamento, con avvio delle procedure liquidatorie più adeguate.
L’obiettivo primario resta sempre quello di salvare l’azienda, o comunque preservare il maggior valore possibile.
I vantaggi per l’imprenditore e per l’azienda
Scegliere la composizione negoziata, se attivata per tempo e con il supporto di professionisti esperti, offre numerosi vantaggi:
- Approccio preventivo: si interviene sulla crisi prima che degeneri in insolvenza, aumentando le probabilità di successo del risanamento.
- Gestione ordinata dei rapporti con i creditori: invece di affrontare singolarmente banche, fornitori e Fisco, l’imprenditore può presentare un progetto unitario, con la regia di un esperto.
- Continuità aziendale: la procedura è costruita per salvaguardare, ove possibile, l’operatività dell’impresa e i livelli occupazionali.
- Riduzione dell’impatto reputazionale: rispetto alle procedure concorsuali più invasive, la composizione negoziata è meno stigmatizzante, pur garantendo un quadro di riferimento legale.
- Maggiore trasparenza e credibilità: la presenza di un esperto indipendente e di un piano chiaro rafforza la fiducia dei creditori e dei partner.
Il ruolo dell’esperto e dei professionisti che ti affiancano
L’esperto nominato dalla Camera di Commercio non è il “difensore” di una delle parti, ma un soggetto terzo incaricato di verificare la possibilità di risanamento e di favorire il confronto tra imprenditore e creditori.
Accanto all’esperto, è fondamentale che l’imprenditore sia assistito da:
un avvocato specializzato in crisi d’impresa, in grado di:
- inquadrare correttamente la situazione sotto il profilo giuridico;
- predisporre le comunicazioni ai creditori;
- coordinare gli strumenti previsti dal Codice della crisi;
un professionista contabile/finanziario (commercialista o advisor) in grado di:
- elaborare business plan, proiezioni di cassa e scenari economico-finanziari;
- dimostrare, con dati oggettivi, la sostenibilità delle soluzioni proposte.
Lo Studio Legale D’Antuono opera in team integrato con professionisti esperti in ambito contabile e finanziario, offrendo un supporto unitario e coordinato all’imprenditore che intraprende il percorso di composizione negoziata.
Come ti supporta lo Studio Legale D’Antuono
Lo Studio Legale D’Antuono è da anni focalizzato sulla risoluzione delle crisi d’impresa e del sovraindebitamento, assistendo imprenditori, società e professionisti in percorsi di risanamento complessi.
In tema di composizione negoziata della crisi d’impresa, possiamo affiancarti in tutte le fasi:
- valutazione preliminare dei segnali di crisi e dell’adeguatezza degli assetti organizzativi e contabili;
- analisi di fattibilità del risanamento e individuazione dello strumento più idoneo;
- predisposizione dell’istanza alla Camera di Commercio e della documentazione necessaria;
- assistenza nei rapporti con l’esperto nominato;
- predisposizione e negoziazione del piano con banche, fornitori, Erario ed enti previdenziali;
- eventuale transizione, se necessario, verso altri strumenti previsti dal Codice della crisi (concordato preventivo, accordi di ristrutturazione, ecc.).
Operiamo con sedi a Roma e Sulmona, offrendo un’assistenza strutturata su tutto il territorio nazionale anche grazie alla partecipazione a una rete di professionisti specializzati nella crisi d’impresa e nel sovraindebitamento.
