Esdebitazione: Cos’è e Come Ottenerla

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L’esdebitazione rappresenta una delle opportunità più rilevanti per i debitori in difficoltà. Consente infatti la cancellazione di una parte dei debiti rimasti insoddisfatti al termine di una procedura concorsuale, a condizione che sussistano specifici requisiti di meritevolezza, sia oggettivi che soggettivi.

Con il Nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII), l’istituto dell’esdebitazione è stato notevolmente ampliato estendendo la possibilità di accesso anche alle persone giuridiche, e sostituendo il fallimento con la liquidazione giudiziale. Inoltre, il beneficio dell’esdebitazione viene ora concesso in maniera automatica ma con un contraddittorio differito: significa che è concessa salvo opposizione da parte dei creditori insoddisfatti, i quali dovranno, però, motivare le loro obiezioni.
Concessione dell’Esdebitazione
L’esdebitazione può essere concessa al momento della chiusura della procedura o, al massimo, trascorsi tre anni dall’apertura della liquidazione. In caso di richiesta tempestiva di composizione assistita della crisi, tale termine si riduce a due anni. È importante sottolineare che, secondo l’art. 390, comma 2 del CCII, le nuove disposizioni trovano applicazione esclusivamente per le procedure di liquidazione giudiziale aperte dopo l’entrata in vigore del Codice.

Requisiti

Affinché il debitore possa accedere all’esdebitazione, è necessario che sia stato soggetto alla liquidazione giudiziale o alla liquidazione controllata del sovraindebitato, come stabilito rispettivamente dagli artt. 278-281 per la liquidazione giudiziale e dagli artt. 282-283 per la liquidazione del sovraindebitato.

Tra le condizioni ostative elencate all’art. 280, si specifica che l’esdebitazione è negata qualora il debitore:

  1. Sia stato condannato per bancarotta fraudolenta o reati contro l’economia pubblica, l’industria e il commercio, o per altri reati legati all’esercizio dell’attività d’impresa.
  2. Abbia distratto l’attivo, esposto passività insussistenti, o causato/aggravato il dissesto con condotte che ostacolano la ricostruzione patrimoniale e contabile.
  3. Abbia ostacolato lo svolgimento della procedura o non abbia fornito le informazioni e i documenti necessari.
  4. Abbia beneficiato di un’esdebitazione nei cinque anni precedenti.
  5. Abbia già beneficiato dell’esdebitazione per due volte.

Destinatari delle Nuove Norme

Le disposizioni attuali si applicano ai debitori persone fisiche che affrontano una procedura di liquidazione in proprio o in estensione, come ad esempio i soci illimitatamente responsabili di una società in liquidazione giudiziale (art. 256 CCII). Inoltre, sono inclusi anche i debitori non commerciali, tra cui professionisti e consumatori.

L’Esdebitazione per le Società

Una delle novità introdotte dal CCII è la possibilità per le società di accedere all’esdebitazione. Anche in questo caso, è essenziale che sussistano i requisiti di meritevolezza, che devono essere verificati per i soci e gli amministratori, sia che si tratti di una società operativa sia di una holding. La società deve trovarsi in una procedura di liquidazione controllata o giudiziale.

Esdebitazione del Debitore Incapiente

L’art. 283 del Codice prevede una forma di esdebitazione specifica per il debitore persona fisica meritevole, non soggetto a liquidazione giudiziale ma sovraindebitato e privo di beni. Tale beneficio è concesso una sola volta (una tantum) e richiede la presenza di un piano di vigilanza della durata di quattro anni, entro i quali eventuali risorse sopravvenute devono garantire ai creditori un soddisfacimento minimo del 10%.

Questa forma di esdebitazione si applica anche ai debitori in liquidazione giudiziale privi di attivo. In tali casi, i requisiti di meritevolezza devono essere attentamente verificati, accertando che il debitore non abbia volontariamente posto in essere situazioni di incapienza per frodare i creditori.

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