Falcidiati crediti per oltre un 1.200.000,00 euro con la liquidazione del patrimonio

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Il Tribunale di L’Aquila, con Decreto del 2 maggio 2021 (SCARICA QUI), ha accolto il riscorso di un debitore che versava in uno stato di sovraindebitamento disponendo l’apertura della procedura di liquidazione dei beni e destinando alla massa dei creditori, con un passivo complessivamente superiore a 1.250.000,00 euro, il solo versamento di una rata mensile di 300,00 euro per i successivi quattro anni.

Le finalità della liquidazione del patrimonio

La procedura di liquidazione del patrimonio del debitore in situazione di sovraindebitamento era stata introdotta nel nostro ordinamento dalla Legge n. 3/2012 ed oggi risulta confluita nel Codice della Crisi d’Impresa e del Sovraindebitamento nella veste di “Liquidazione controllata del Sovraindebitato”.

La liquidazione controllata del sovraindebitato, disciplinata dal Capo IX del Codice della Crisi d’Impresa, rappresenta una soluzione legale per coloro che si trovano in una situazione di eccessivo indebitamento, offrendo loro un percorso strutturato per la gestione dei debiti in modo ordinato e sotto il controllo di un giudice.

Il caso del Tribunale di L’Aquila

Nel caso in esame l’Avv. Francesco D’Antuono era stato nominato quale professionista incaricato di assolvere le funzioni di Gestore della Crisi, ai sensi del comma 9 dell’art. 15 della Legge n.3 del 27 gennaio 2012, e, successivamente, quale Liquidatore della procedura.

Ai fini dell’ammissione del debitore ai benefici della procedura, il Tribunale di L’Aquila ha preventivamente accertato la sussistenza, in capo al ricorrente, di tutti i presupposti, sia di fatto che di diritto.

Successivamente, con riferimento alla sussistenza dei requisiti soggettivi, il Tribunale ha osservato che l’assenza di un patrimonio mobiliare o immobiliare da sottoporre a liquidazione non risultava ostativa all’apertura della procedura di liquidazione del patrimonio.

Aderendo ad un orientamento maggioritario, Il Tribunale di L’Aquila ha ritenuto poi la possibilità di accesso alla procedura in esame al debitore il cui attivo messo a disposizione dei creditori fosse rappresentato non da beni immobili o mobili ma, esclusivamente, da crediti (per di più anche futuri e meramente eventuali).

La ratio di tale decisione è da riscontrare, secondo il Tribunale, nella scelta del legislatore di considerare, tra i beni da destinare al soddisfacimento dei creditori anche tutti i crediti di cui il debitore dispone per fini eccedenti il sostentamento del proprio nucleo familiare.

Le determinazioni del Tribunale di L’Aquila hanno reso possibile, pertanto, l’apertura della procedura di liquidazione e la contestuale falcidia di tutti i crediti in essa ricompresi, complessivamente pari a € 1.271.379,48 a fronte del versamento, da parte del debitore, della sola somma di € 14.400,00 da corrispondersi in quattro anni e con versamenti mensili dell’importo di € 300,00 ciascuno.

 

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